Mag 03 2008

Festa del lavoro:Sicilia tra impegno e mare

Fonte: Agi

Scampagnate, scalate sull’Etna, bagni temerari. Ma anche momenti di integrazione con le comunita’ di immigrati, di riflessione sul lavoro nero e insicuro, sul precariato e manifestazioni in luoghi simboli, come Portella della Ginestra, per dire basta alle morti bianche e alla mafia.

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Il primo maggio a Portella, per il 61esimo anniversario della strage, e’ stato per la Cgil l’inizio di una nuova mobilitazione, per rilanciare il tema della dignita’ del lavoro e della lotta contro la disoccupazione. “Portella della Ginestra ci offre la possibilita’ di rilanciare un grande movimento sindacale di massa e di aprire con i nuovi governi regionale e nazionale un dialogo che metta al centro la vertenza lavoro. Le prospettive lavorative che precipitano e i livelli di disoccupazione che si innalzano sotto gli occhi di tutti”, ha detto Maurizio Cala’, segretario generale della Cgil di Palermo, che chiede “dignita’ di lavoro in Sicilia, come 60 anni fa, riprendendo idealmente le battaglie dei caduti e chiedendo ai soggetti politici e istituzionali di avviare una politica di sviluppo che ridia diritti e certezze ai lavoratori e alle lavoratrici siciliane”.

Nel luogo della strage che fece 12 morti e 30 feriti l’associazione “La Ginestra”, che raggruppa familiari delle vittime e testimoni dell’eccidio di Portella, ha acceso lumini sui 12 sassi che simbolicamente rappresentano i caduti attorno al “sasso di Barbato”. Francesco Petrotta, della Camera del Lavoro di Piana degli Albanesi, spiega: Vogliamo che si ricordi a tutti che e’ passato il sessantunesimo anno e che i mandanti di questa strage, la prima nella storia repubblicana, ancora non si conoscono. Vogliamo che emerga la verita’”.

Alla manifestazione organizzata dalla Cgil hanno aderito anche Addiopizzo e Vincenzo Conticello, il titolare dell’Antica focacceria di San Francesco che ha indicato i suoi estortori facendoli condannare. (AGI)

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