Giu 04 2008

Rapporto Istat 2007: in Italia meno disoccupati

Secondo i dati raccolti dall’Istat, nel 2007, i disoccupati sono poco più di un milione e mezzo, circa un milione in meno rispetto a dieci anni prima.

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Purtroppo, il calo della disoccupazione, in Italia, non si accompagna ad un aumento significativo del tasso di occupazione, bensì ad un allargamento dell’inattività, dovuto soprattutto alla rinuncia a cercare un’occupazione attivamente. Sono 1213 mila le persone che cercano lavoro, si dichiarano immediatamente disponibili a lavorare ma non hanno effettuato un’azione di ricerca negli ultimi 30 giorni. Si tratta delle cosiddette “forze di lavoro potenziali”, un gruppo contiguo a quello dei disoccupati, costituito soprattutto da residenti nelle regioni meridionali e individui con un grado di istruzione non superiore alla licenza media; tra gli uomini prevalgono i giovani, mentre tra le donne sono ben rappresentate le classi di età più adulte. Oltre il 40 per cento delle forze di lavoro potenziali non cerca attivamente un’occupazione perché scoraggiato circa le proprie possibilità di impiego. Al Sud, la sfiducia nella possibilità di trovare un impiego fa salire questa percentuale di ben 8 punti.

Tra le forze di lavoro potenziali circa il 30 per cento degli uomini e il 20 per cento delle donne sono in attesa di conoscere l’esito di passate azioni di ricerca di lavoro. Nelle regioni settentrionali, caratterizzate da una maggiore vivacità del mercato del lavoro, l’attesa dei risultati riguarda il 34 per cento della forza di lavoro potenziale maschile; tra i laureati, rappresenta il primo motivo della mancata ricerca di lavoro. Per le donne si aggiungono gli impegni familiari come causa di mancata ricerca del lavoro: tra i 25 e i 44 anni una donna ogni tre indica infatti difficoltà nella ricerca del lavoro dovute ai carichi familiari.

In Italia la ricerca di lavoro rimane prevalentemente affidata ai canali informali (conoscenti, amici e parenti), a cui ricorre circa il 76 per cento delle persone in cerca di lavoro, rispetto al 58,3 per cento della media Ue. Pochi gli individui che trovano lavoro tramite i Centri per l’impiego: nel biennio 2006-2007 il servizio pubblico è riuscito a collocare 95 mila persone, ossia il 4,1 per cento di coloro che vi si sono rivolti nel medesimo arco di tempo. L’Agenzia per il lavoro è quindi un canale frequentato prevalentemente da coloro che hanno già un lavoro ma vorrebbero cambiarlo.
Del resto, anche i datori di lavoro sembrano preferire i canali informali: la conoscenza diretta o la segnalazione costituiscono le principali modalità di selezione del personale per quasi un imprenditore su due.

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