gen 04 2013

Il valore della laurea è ancora importante?

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Tocchiamo un altro tasto dolente, soprattutto in un paese come l’Italia dove ci sono molte problematiche.

Il valore della laurea ha la stessa rilevanza di venti anni fa?
Rispondere non è semplice, ma già leggendo gli annunci di lavoro ci si rende conto che raramente troveremo scritto che si ricerca gente con la licenza media, ma è frequente che si cercano ragazzi diplomati come apprendisti, o lavoratori con un diploma specifico.
Il valore della laurea non è sceso di livello, questo è sicuro, perché una delle qualifiche richieste dalle aziende è una laurea. Dove l’hai presa o qual è il tuo voto non è importante. Ma in che cosa devi essere laureato? Qui casca l’asino!
Non si fanno discriminazione sui corsi di laurea, ovviamente, o sulle Università dove ci si è laureati, ma è vero che il valore della laurea cambia a seconda del titolo di studi. Non a caso molte lauree pagano di più rispetto alle altre. Ad esempio un laureato in medicina o in ingegneria sarà molto più ripagato rispetto ad un laureato in lettere moderne.

Inoltre il valore della laurea non sempre conta, se non si ha un’esperienza alle spalle. Questa è una delle pecche del sistema italiano, dove non è inserita nei piani di studio una parte per l’apprendistato retribuito. Ed è anche per questo motivo che molti laureati sono svantaggiati rispetto a chi ha fatto pratica durante il corso di studi, più appetibile per i datori di lavoro.
Un altro punto che pochi si soffermano è il fatto che ci si stagna nel campo per cui si ha studiato.  Il valore della laurea non cambia se si cambia campo lavorativo. Un laureato in lettere non deve per forza diventare un insegnante, ma può sempre lavorare nel campo dell’editoria. E un laureato in giurisprudenza non deve diventare per forza avvocato, ma può anche diventare un giornalista.

 


gen 02 2013

La situazione del lavoro in Italia nel 2012

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Facciamo un punto della situazione per inaugurare il nuovo anno. Il lavoro in Italia per tutto il 2012 è stato carente su alcuni settori, soprattutto al sud, e molto ricco di posti di lavoro tramite concorsi pubblici, soprattutto nel settore medico e sanitario.

Se facciamo i calcoli generalizzando su cento persone (adulti e giovani) provenienti da varie zone d’Italia, soltanto il 50% ha un’occupazione stabile e l’8% era in cerca di un lavoro. Se consideriamo tutta la popolazione italiana, ossia 61 milioni e 300mila abitanti, di cui il 65% ha l’età lavorativa, l’8% rappresenterebbe approssimativamente 3 milioni e centomila italiani che sono alla ricerca di lavoro in Italia.
E calcolare chi lavora a nero e chi si dichiara disoccupato o altre beghe illegali è quasi impossibile.

Insomma non sono numeri di poco conto. Secondo un’indagine europea, è la precarietà a causare il declino economico in Italia, dato che la maggioranza delle imprese italiane preferisce sopravvivere alla crisi ricorrendo al lavoro precario e non all’innovazione.
E il lavoro a tempo indeterminato sembra ancora un sogno lontano, ma i politici sono ottimisti, promettono sicurezza e stabilità per i giovani lavoratori.  Una garanzia ancora da accertarsi è la retribuzione degli stage, sebbene la Fornero abbia promesso che da Gennaio 2013 la situazione del lavoro in Italia cambierà per i giovani.

La nostra speranza è che le promesse non rimangano parole perse nel vuoto.


dic 12 2012

Ironia sul lavoro, i ragazzi preferiscono scherzarci su!

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Che ci sia la crisi, i ragazzi lo sanno fin troppo bene. Con lo spread di qua, Monti e Berlusconi di là, tagli qua e Fornero di là, i ragazzi preferiscono fare dell’ironia sul lavoro, o meglio sulla mancanza del lavoro.
Invece di piangere sulle proprie disgrazie, i gruppi di studenti e giovani su Facebook preferiscono condividere immagini divertenti nelle loro bacheche, postare foto e disegnare fumetti che fanno dell’ ironia sul lavoro.

Insomma i ragazzi si lamentano, protestano e combattono, ma preferiscono anche divertirsi ogni tanto e mostrare che non si fanno prendere dalle crisi depressive.
E lo dimostrano tutti i fotomontaggi sui politici, disegni e illustrazioni satiriche,  foto di animali teneri e coccoloni che parlano di lavoro e la crisi di Antonio Banderas, non trovando lavoro come attore, si cimenta come fornaio e pasticciere.
E se non vi bastano, ecco anche foto che coinvolgono grandi successi letterari, come questo simpatico gufo “senza lavoro” di Harry Potter, che è stato condiviso in centinaia di bacheche in pochissime ore.
Insomma ironia sul lavoro che non c’è,  perché non è vero che non ci rimane altro che piangere. Gli studenti preferiscono ridere per non essere costretti a piangere!

 


nov 29 2012

Le opportunità di lavoro con i social network!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I social network rappresentano il futuro? Di certo adesso sono molto presenti nella nostra quotidianità, e non solo. Grazie ai social network possiamo avere uno strumento in più per cercare lavoro, che non siano più le sole agenzie interinali o il passaparola. I social network sono letteralmente una rete sociale che collega persone con legami invisibili.
Non più soltanto Internet e i siti di annunci di lavoro, adesso è possibile avere più possibilità di trovare un impiego valido anche tramite i social network, che hanno l’obiettivo di mettere in contatto aziende e privati per bilanciare domanda e offerta di lavoro.

Qualche tempo fa avevamo già parlato di Facebook, e del suo progetto futuro di inserire annunci di lavoro. Per adesso però esso si limita a mettere in contatto le persone fra loro, facilitando il passaparola e seguendo le pagine dove possono essere inserite notizie, opportunità e annunci.
Ma rispetto agli altri due social network che descriveremo, Facebook deve fare ancora molta strada.

Twitter è velocità, efficienze, ed è tutto a portata di smartphone. Le notizie si diffondono a macchia d’olio in tempi stretti, grazie anche alla possibilità di ritwittare le notizie, ricerca le notizie con i tag, ma soprattutto non richiedono molto tempo da essere dedicati.
Infatti il limite dei 150 caratteri richiede il dono della sintesi.

E ora passiamo a Linkedin, il social network per eccellenza dei professionisti e del lavoro. Infatti è molto utilizzato dalle aziende per pubblicare annunci di lavoro, ma è utilizzato anche dagli studenti per mettersi in contatto con i colleghi, cercare opportunità di lavoro, pubblicare il proprio curriculum, conoscere il nome dei dirigenti e degli amministratori di un’azienda, informarsi tramite gli specialisti del settore a cui siamo interessati.
Oggi raccoglie la bellezza di 170,000,000 di iscritti.

Insomma sfruttare i social network per allargare i nostri orizzonti non è una cattiva idea. Iscriversi alle pagine dedicate agli annunci di lavoro potrebbe aiutarvi a trovare nuove opportunità di lavoro.


set 11 2012

Settembre: il mese in cui le aziende assumono i neolaureati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel mese di Luglio ed Agosto molte aziende avevano fatto in modo di poter assumere neolaureati e/o diplomati per risparmio e convenienza, ma la maggior parte dei giovani non ha rinunciato alle proprie vacanze e quindi le aziende prolungano il periodo in cui rendono disponibili le posizioni aperte nei loro siti.
Settembre può essere definito proprio come il mese il cui le aziende assumono nuovo personale anche perché è il mese in cui vi sono riorganizzazioni del personale azienda.

Per questo motivo è importante girare nei siti di lavoro e di annunci per ricercare quali aziende assumono e quali sono i nuovi profili professionali disponibili.
Il problema principale, almeno per chi non vuole lasciare il Sud Italia, è che la maggioranza di queste aziende assumono al Nord e nel Centro Italia, altre multinazionali assumono personale all’estero.  Questa può essere vista come un’opportunità o come un ostacolo.
Di certo è un’opportunità sapere quali aziende assumono giovani laureati, a volte anche senza esperienza.
Ovviamente dopo aver mandato il vostro curriculum alle aziende interessate, dovrete aspettare che arrivi a destinazione e venga letta da chi gestisce le assunzioni, che valuteranno se siete idonei o meno.
Quindi non comincerete a lavorare già a Settembre, ma dovrete aspettare un po’ di tempo prima di una risposta attendibile. E purtroppo non tutte le aziende fanno sapere che non si è stati presi.
Alcune aziende, dopo aver letto il vostro curriculum, vi convocheranno per un colloquio di lavoro. Questo sarà già un grande passo in avanti.

 


ago 30 2012

Perché in Italia non si riesce a trovare lavoro?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La giustificazione usata del percorso di studi sbagliato poteva essere valida prima della suddetta crisi, ma adesso il problema è più serio.

Questa sembrerebbe una frase fatta, ma in Italia sembra che siano pochi i fortunati che riescono a trovare lavoro, che sia a nero, a contratto o part-time non è importante.
Secondo i dati Istat, nel mese di Giugno 2012 sono stati censiti oltre 2.792.000 disoccupati, tralasciando coloro che sono alla ricerca della prima occupazione e considerando lavoratori invece coloro che sono in cassa integrazione.

Ma com’è possibile che nel 2012 il livello di disoccupazione sia così alto? Com’è possibile che l’italiano medio non riesca più a trovare lavoro?
Uno dei problemi maggiori in Italia è la chiusura mentale di alcuni imprenditori, che preferiscono assumere tramite raccomandazioni e conoscenze comuni, precludendo il lavoro a persone che potrebbero meritarlo. E questo purtroppo succede spesso nel settore pubblico italiano, ma succede anche nel settore privato.
Inoltre molti datori di lavoro preferiscono assumere gli extracomunitari, dato che sono più propensi ad accettare stipendi molto bassi e sopportano meglio lo sfruttamento.

A questo punto emerge che in Italia difficilmente si può trovare lavoro per meritocrazia, a meno che non si manda curriculum alle grandi aziende, italiane o multinazionali che siano.  Denunciare le assunzioni sospette non è inutile, anzi è un nostro diritto, perché il lavoro non è un privilegio per pochi. Tutti hanno il diritto di cercare e trovare lavoro, se è meritato.

 


lug 24 2012

Aziende multinazionali che assumono.

Tag:rita @ 16:01

In molti siti di lavoro che troviamo in giro per la rete, troviamo spesso notizie di grosse aziende multinazionali che assumono in massa per lavorare in fabbrica, in azienda o nei neonati punti vendita da loro fondati. Queste notizie girano spesso nei siti appositi per i giovani lavoratori, nei blog, difficilmente nei siti di annunci.Una domanda sorge spontanea, ossia se conviene mandare il curriculum in rete alle aziende multinazionali.
Dipende a volte dalle aziende, questo è sicuro. Ad esempio Nike, Nestlè e Leroy Merlin pubblicano spesso nelle loro pagine quale tipo di lavoro offrono per i giovani e in che località sono ricercati, facilitando di molto la ricerca. Inoltre spesso cercano laureati per il settore economico e manageriale, altre volte addetti ai punti vendita o tecnici.

A volte le loro offerte di lavoro sono provenienti dall’estero, poiché assumono laureati per posti di lavoro molto altolocati ma solo se il futuro lavoratore parla l’inglese in maniera ottimale e un’altra lingua.
Eppure alcune aziende, come la Apple, hanno fatto in modo di pubblicare nei loro siti annunci di lavoro geolocalizzati, permettendo di iscriversi alla pagina e ricevere aggiornamenti per i nuovi annunci di lavoro.

Solitamente un giovane laureato non punta molto a lavorare per le aziende multinazionali, ma c’è molto da riflettere su questa possibilità di scelta. Molte aziende pagano bene per i laureati, e tenersi aggiornati non costa nulla.


nov 20 2009

Indagine: si preferiscono posti di lavoro senza tuta blu

Secondo un’indagine del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro i giovani preferiscono posti di lavoro da commesso, telefonista in call center,  falegname, impiegato esecutivo, ma non da operaio, sono disposti a posti di lavoro più precari e più alienanti pur di non indossare la tuta blu, tipica di chi lavora in fabbrica. Dall’indagine emerge che tra i posti di lavoro che il giovane esclude immediatamente  c’è il muratore, che rappresenta in sé la fatica, il pericolo e anche la precarietà, a seguire l’operatore ecologico, il militare, l’operatore di fast food, i parrucchieri e gli estetisti.
E’ considerato indesiderabile fare l’insegnante e il professore per il 15% degli intervistati non laureati. Fare l’operaio viene considerato l’impiego meno qualificato che esista, accettabile solo perché garantisce uno stipendio sicuro, considerandolo statico, adatto per chi non ha scelte. Inoltre, dall’indagine, emerge che i giovani intervistati non hanno una chiara percezione del ruolo nell’industria manifatturiera, infatti è completamente rimossa dalla mente, diventando un luogo per gli stranieri, invece immaginano il loro futuro in ufficio, vicino casa, con orari comodi che consentono di fare altro e di uscire la sera.

(Fonte: www.tiscali.it)


nov 09 2009

Napoli: i giovani non riescono a trovare lavoro

A Napoli è difficile trovare lavoro, in particolare i giovani risentono di questa situazione, soprattutto in seguito alla crisi economica. Molti di loro  pur di trovare un lavoro  omettono dal curriculum vitae titoli, come l’aver conseguito un master, perché troppo qualificati. Tanti i giovani di Napoli che si appoggiano ancora alle famiglie, ci sono giovani che percepiscono meno di 800 euro al mese, un ragazzo su tre non riesce  nemmeno a mettere insieme un euro, perché fa uno stage o perché ha perso un contratto di collaborazione da poco. Tra i pochi fortunati  ad avere un  lavoro, c’è  chi è costretto ad accettare uno stipendio bassissimo, perché se non si accetta, ci sarebbero tante altre persone che accetterebbero al posto suo. Nonostante la mancanza di lavoro a Napoli, non manca comunque intraprendenza e voglia di fare sacrifici da parte dei giovani, con la speranza di vedere concretizzare un giorno le proprie aspirazioni professionali.

( Fonte: www.ilmattino.it)