ott 11 2012

La disoccupazione femminile è allarmante al sud!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
I dati sono allarmanti al sud: il tasso della disoccupazione femminile è aumentato. Soltanto il 16% delle donne trova un lavoro al sud, un dato che non si vedeva dal 2004. Questo significa che nemmeno 2 donne su 10 riesce a trovare un lavoro.
La disoccupazione femminile colpisce soprattutto i giovani e i neolaureati, spingendo così le donne a trasferirsi in città dove ci sono più possibilità di trovare un lavoro. Al nord infatti più del 47% delle donne trova un’occupazione, rendendo evidente il divario che si è creato tra il Nord e il Sud Italia.

Probabilmente molte di queste giovani donne del sud lavorano in nero come parrucchiere, estetiste, donne delle pulizie e altri lavori umili, senza avere la giusta retribuzione e i contributi adeguati per la pensione.
Sono tantissimi gli annunci sul web dove vengono ricercate babysitter, badanti e insegnanti per ripetizioni, e sono tutti lavori non dichiarati allo stato.  La disoccupazione femminile è molto alta, ma anche il lavoro in nero purtroppo è molto diffuso.

Se queste donne potessero scegliere, preferirebbero lavorare in regola e nel campo in cui hanno studiato per tanti anni, e preferibilmente nella città dove sono nate. Purtroppo la realtà è ben diversa, e lo dimostrano i dati sulla disoccupazione femminile.


ott 10 2012

Lavoro nero, una delle piaghe della società

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che cos’è il lavoro nero, se non l’irregolarità dello svolgimento di alcune attività non riconosciute dalla Pubblica Amministrazione, perché non registrato presso i Centri per l’Impiego e  gli Istituti previdenziali?
Il lavoro nero è una delle piaghe che colpiscono i governi, e non solo perché i lavoratori non in regola non pagano le tasse e danneggiano l’economia della nazione.
Il datore di lavoro non dichiara dei suoi dipendenti in nero allo stato e all’Inail, risparmiando su tasse e i contributi che dovrebbe versare per il lavoratore.

In realtà gli svantaggi di un lavoro nero sono molto più elevati dei vantaggi momentanei, e questo è valido sia per i lavoratori sia per i datori di lavoro.
Prima di tutto la mancanza del versamento di contributi, utili per l’ottenimento della pensione. Moltissimi giovani lavorano come operai in nero, senza rendersi conto di quanto si pentiranno di ciò in età avanzata.
Il lavoro in nero danneggia le singole persone ma anche la collettività. I lavoratori non in regola non possono beneficiare delle prestazioni sociali e assicurative imposte dalla Legge nei contratti di lavoro. In caso di incidente, il lavoratore in nero non sarà tutelato dalla legge.
Ma anche il datore di lavoro nero rischia grosso, perché non dichiarare il numero di lavoratori alle proprie dipendenze è evasione fiscale. E il lavoro nero prima o poi viene sempre scoperto dalle autorità.


lug 09 2012

Lavoro irregolare, verifica della Guardia di Finanza nei lidi domizi

Lavoro irregolare, controlli sui lidi del litorale domizio

Lavoro irregolare, controlli della guardia di finanza sul litorale domizio.

La GDF ha riscontrato frequenti rapporti di lavoro nero nei lidi del litorale domizio: per l’esattezza oltre 37 lavoratori sono risultati fuori norma.

La percentuale di irregolarità è di non poco conto, considerando che i controlli sono stati effettuati su circa 250 assunzioni.

Gli stabilimenti sottoposti a verifica sono stati 20.

Le verifiche hanno evidenziato anche irregolarità in merito all’emissione di scontrini fiscali.

 


apr 10 2009

Cantieri a Prato: “basta lavoro nero”!!!

C’è una vera e propria lotta senza quartiere all’abusivismo e al lavoro nero in edilizia. Cassa edile, Scuole edile e Cpt (Comitato paritetico territoriale) annunciano infatti una strategia ispettiva per contrastare il fenomeno delle irregolarità soprattutto nei quartieri di Prato. Massimo Paolieri, Presidente della Cassa edile, spiega che il 40-45% dei manovali che lavorano a Prato risultano irregolari. Composto infatti da italiani e stranieri (perlopiù albanesi, rumeni e pakistani), “l’esercito di muratori e carpentieri in nero” supererebbe le duemila unità. Paolieri conclude dicendo che verranno effettuati seri controlli e che la lotta al fenomeno dell’irregolarità deve essere fatta in maniera attiva e non passiva, per evitare “che anche nell’edilizia accada quello che è successo nel tessile con i cinesi”.

(fonte: lanazione.ilsole24ore.com ).