nov 23 2012

Concorso farmacisti in Lazio: richieste ben 279 figure!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La settimana scorsa avevamo parlato di un concorso farmacisti in Liguria. Adesso nel sito del Ministero della Salute hanno pubblicato un concorso farmacisti in Lazio, dove sono richieste ben 279 figure lavorative.

Le modalità di candidarsi sono analoghe, ma con questo concorso farmacisti aumentano i posti di lavoro disponibili. Inoltre dal sito è possibile notare che sono sei le regioni dov’è possibile candidarsi ad un concorso: Liguria, Lazio, Toscana, Veneto, Piemonte e Lombardia.

Dal sito del Ministero della Salute potete scaricare il bando, i moduli da compilare e potete trovare tutti i numeri di telefono e fax per poter contattare gli uffici d’informazione e di amministrazione.
Inoltre è richiesta l’iscrizione al sito, totalmente gratuita.
https://www.concorsofarmacie.sanita.it/CCFarm/jsp/loginCandidato.jsp

La data di scadenza del bando è fissata il 13 Dicembre 2012.
Ricordatevi che è richiesto un contributo in segreteria, da pagare tramite versamento bancario o postale.
Ultima nota prima di chiudere, scritta dal sito in questione. “Ai fini della valutazione dei corsi di aggiornamento professionale, sono presi in considerazione solo quelli conseguiti dal 01/01/2007 al 13/11/2012, mentre per le pubblicazioni sono presi in considerazione esclusivamente i lavori scientifici editi dal 01/01/2002 al 13/11/2012.”

Vi consigliamo di approfittare di questa disponibilità di assunzione tramite concorso farmacisti per valutare anche l’idea di un trasferimento, e vi consigliamo di candidarvi a più di uno di questi concorsi.


nov 14 2012

Cercasi cuoco: ecco uno degli annunci più frequenti nel web.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Cercasi cuoco in…” ecco uno degli annunci più frequenti che possiamo trovare nella rete, e sono richiesti sia all’estero sia nei ristoranti italiani. Perché cercasi cuoco? Perché siamo italiani, e siamo considerati i migliori cuochi tradizionali in Europa. I cuochi italiani, e soprattutto i pizzaioli napoletani, sono molto popolari all’estero, ma ovviamente non tutti sono disponibili a voler cambiare paese per trovare un buon lavoro.

In realtà bisogna considerare il numero elevato di richieste per cuochi e aiuto cuochi, perché ci fanno comprendere che questo settore di mercato offre ancora molte possibilità per chi non è intenzionato a studiare all’università, ma vuole dedicarsi ad un lavoro creativo. Gli chef italiani sono infatti molto famosi, e cominciano tutti con lavori umili e fanno apprendistato da altri cuochi.

Se si è interessati al mondo culinario, e ancora non si è deciso un corso di studi, si può scegliere di iscriversi in una scuola alberghiera oppure ad un corso di cucina, così da poter ottenere un diploma ufficiale.
Dopodiché si può cominciare a vedere quali ristoranti hanno appeso degli annunci come ” Cercasi cuoco con esperienza” oppure “Cercasi aiuto cuoco alle prime armi”. Se siete buoni navigatori nella rete o sapete cercare bene fra gli annunci di lavoro, potrete trovare facilmente qualcosa a riguardo.
E se proprio non trovate qualcosa nella vostra città o in provincia (cosa alquanto improbaabile), potete buttarvi in alberghi o trattorie nelle zone turistiche. Oppure considerare le offerte di lavoro all’estero come un’opportunità di vivere nuove esperienze e cominciare un nuovo stile di vita.

 


ott 24 2012

Siti di annunci: come trovare offerte di lavoro affidabili senza impazzire?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Trovare delle offerte di lavoro non è per niente facile, a dispetto di quel che dice il ministro Fornero. Nel web girano tante di quelle offerte di lavoro che ormai non siamo mai sicuri che quelle siano veritiere oppure se sono truffaldine.

Nei siti di annunci non ne parliamo. Una su tre non è un annuncio valido o affidabile.
Partiamo dal presupposto che cercare offerte di lavoro sul web è una buona idea, perché le aziende tengono sempre aggiornati i loro profili e le richieste di lavoro, ma anche perché quasi tutti i piccoli imprenditori pubblicano nel web le loro offerte  di lavoro perché così hanno maggiori possibilità di assumere qualcuno.

Cosa bisogna fare per capire se gli annunci sono validi? Prima di tutto partiamo dalle piccole aziende:

  • Verificate sempre se oltre all’indirizzo email, ci sia un numero di telefono rintracciabile. Così potrete parlare con i vostri interlocutori e realizzare se l’offerta di lavoro sia realistica.
  • Se è pubblicato anche l’indirizzo di un sito web, l’affidabilità dell’annuncio aumenta sempre di più. Controllare dal sito cosa si tratta, delle loro offerte di lavoro e dopo decidete se contattarli o meno.
  • Se esiste un sito web, probabilmente esisterà anche un forum. Vedere cosa dicono gli utenti fra di loro.
  • Se avete ancora dubbi, potete sempre cercare nel web qualche recensione di altri utenti. E’ sempre meglio sapere cosa dicono gli altri.

E se gli annunci di lavoro sono stati pubblicati da privati? Se c’è un numero di telefono, contattateli.
Visitate la zona dove lavorerete, e cercate di valutare se il lavoro è buono o meno.

Ovviamente finché non ci siete dentro, non potrete sapere mai se le offerte di lavoro sono buone o meno. Bisogna anche dare fiducia e ascoltare il proprio istinto.

 


ott 08 2012

La rivincita del lavoro artigianale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che ci crediate o meno, il lavoro artigianale è quello più richiesto nel mercato lavorativo.
Anche se in Italia la situazione economica è piuttosto particolare, molte nazioni europee hanno incentivato le scuole dell’impiego per far entrare i giovani studenti nel mondo del lavoro artigianale.
In Germania e in Francia selezionano gli studenti fra quelli portati per lo studio, indirizzandoli nel mondo universitario, e  suggeriscono al resto in quale scuola lavorativa spingere i propri alunni. In Germania a 16 anni i ragazzi cominciano a lavorare appoggiati alla scuola, riuscendo a conciliare studio e lavoro fino al diploma. In seguito gli studenti possono scegliere se proseguire gli studi per migliorare le proprie capacità lavorative o se fermarsi.

Il lavoro artigianale in Italia è sempre stato sottovalutato, e un’organizzazione scolastica come quella tedesca possiamo soltanto sognarla. Eppure ecco che esplodono gli annunci di lavoro sul settore artigianale.
Si cercano sarti, parrucchieri, cuochi e chef, idraulici, falegnami ecc ecc, lavori che sono stati molti screditati dai giovani d’oggi, che hanno preferito ripiegare nello studio universitario. Tanti giovani però si rendono conto molto tardi che non riescono a stare al passo del ritmo universitario, e si colpevolizzano di ciò.In realtà non è colpa dei giovani, ma del sistema scolastico italiano che non vuole più spingere i giovani verso il lavoro artigianale e non ripagano chi lavora in questo settore.

Adesso c’è un cambio di svolta: molte ragazze stanno imparando a realizzare gioielli e abiti per venderli nei mercatini e nei negozi online; i nuovi artisti se ne infischiano del giudizio delle case editrici e pubblicano libri, fumetti, disegni e quadri e li fanno conoscere nella rete per poter poi farli comprare dai loro lettori in maniera diretta.
Insomma si sta tornando ad imparare un mestiere artigianale e utilizzare il web per farsi pubblicità.
Quindi se non ve la sentite di studiare all’università, iscrivetevi a scuole per imparare un lavoro artigianale.


set 06 2012

Cerco lavoro? Se non lo trovo, mi vendo nel web.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli italiani conoscono bene l’arte di arrangiarsi, specialmente i ragazzi del Sud.
Molti studenti che sono alla ricerca di un lavoro, mentre accrescono il loro bagaglio culturale e svolgono lavoretti part-time, prendono l’assurda (o forse no?) decisione di mettersi in vendita nei siti web di annunci di lavoro.
Abbiamo fatto una ricerca nel web su Kijiji, Subito, Bricabrac, Ebay e tanti altri ancora, e oltre alle offerte di lavoro, adesso si trovano molti annunci di chi cerca un lavoro e offre le proprie capacità al miglior offerente.
“Cerco lavoro come web content writer, giornalista, free lance” sono gli annunci più frequenti messi dagli studenti che vogliono fare esperienza prima di lavorare per aziende o testate giornalistiche, ma si trovano annunci anche di lavori più modesti. Si trovano molti annunci con la frase “Cerco lavoro come babysitter, badante, animatore, barista, donna delle pulizie, parrucchiera ecc…” e la lista diventa infinita.

In realtà non è una novità il fatto di vendersi nella rete. Esistono social network appositi per mettere il proprio curriculum in rete e farsi mettere dei feedback o commenti positivi dai datori di lavoro. In America esistono tantissimi social appositi, in Italia il più conosciuto è Linkedin.

Ma è una buona idea mettere un annuncio simile nel web? In Italia purtroppo c’è ancora diffidenza, poiché si preferisce il passaparola e la raccomandazione dell’amico, piuttosto che leggere un annuncio di qualche ragazzo sconosciuto, e i social network del lavoro non sono molto conosciuti dalle piccole aziende e dai piccoli lavoratori.
I giovani però sono fiduciosi, e continuano a scrivere nel web e proporsi come nuovi impiegati.


set 03 2012

Conviene lavorare da casa?

Tag:rita @ 16:36

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si sente spesso che c’è crisi, tanto da sentirsi nauseati a furia di leggere notizie a riguardo. Il popolo italiano però non demorde e sa come gestire la situazione economica familiare.
Fra tutti quelli che sono alla ricerca di un lavoro, oppure che vogliono arrotondare lo stipendio, oppure per chi non può essere disponibile per motivi familiari o di studio, in molti prendono la decisione di lavorare da casa.

Le maggiori richieste sono lavoretti su Internet, come scrittori di contenuti per siti e blog, gestione di social network, pubblicità e creazione siti, lezioni e-learning e altri lavori simili.
In realtà c’è chi decide di farlo per conto proprio come free-lance oppure aprendosi un sito di commissioni, altri ancora cercano aziende specializzate che assumono personale che dovrà lavorare da casa.
In questo caso è facile sentirsi diffidenti, dato che spesso si sente di incappare in qualche truffa per conto di siti che offrono lavoro e poi non ripagano. In questi casi è sempre meglio informarsi prima di accettare l’incarico.

Molte donne, invece, decidono di lavorare da casa per prendersi cura della propria famiglia, oppure per racimolare una discreta somma di denaro in attesa della fine degli studi. Quindi costoro si sono dedicate ai lavori artigianali.
Dal web sono sorti molti negozi e-commerce, blog e pagine fan su Facebook di ragazze che vendono oggetti in fimo, attualmente molto in voga, in ceramica, lavori a maglia, disegni, origami, sculture e tanto altro ancora per altre studentesse. E le più brave hanno dichiarato la propria attività e rilasciano addirittura una ricevuta fiscale dopo l’acquisto.

A questo punto possiamo dire che lavorare da casa conviene, ma soltanto per chi è capace di sapersi vendere al miglior offerente e per chi vende prodotti richiesti sul mercato. Chi ha le capacità di adeguarsi e di ingegnarsi guadagnerà sempre  e potrà vivere di quest’attività, mentre gli altri è preferibile che lo considerino come un lavoro part time.

 


ago 31 2012

Niente feste per Elsa Fornero, censura o errore?


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elsa Fornero, il ministro del lavoro, non è stata invitata alla festa di partito di Reggio Emilia, nè ci sarà a quella di Torino, dove si sarebbe discusso del tema del lavoro in presenza di tutti i ministri invitati. La titolare del Welfare è stata completamente snobbata dagli organizzatori per evitare spiacevoli dibattiti scomodi.

Il segretario del PD Luigi Bersani  nega di esserci stato un tentativo di censura, anzi ricorda di aver invitato negli anni precedenti il ministro Elsa Fornero.
“Abbiamo deciso di affrontare il tema del lavoro con le grandi organizzazioni sindacali. Questa è stata una scelta -spiega Bersani- e non vedo perché’ si debbano imbastire teorie abbastanza strane. Noi non abbiamo nessuna preclusione”. Così conclude il discorso Bersani, ma alla festa di partito erano stati invitati molti ministri del governo Monti, e alcuni di loro hanno promosso la riforma delle pensioni ed essi si sarebbero sicuramente scontrati con Elsa Fornero, distante dalla loro linea di partito.
Ci sarebbe stata una difficoltà di dialogo, quindi niente invito per Elsa Fornero, sebbene il tema del lavoro sia uno dei principali argomenti vicini al partito democratico.

Questa forma di ostracismo la dice lunga. I politici italiani sembrano incapaci di affrontare i temi scottanti e hanno paura di essere contraddetti. E chi commette qualche errore, non ha bisogno di essere presente alle discussioni fra ministri.
Chi si prenderà la responsabilità di governare l’Italia?

 


ago 30 2012

Perché in Italia non si riesce a trovare lavoro?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La giustificazione usata del percorso di studi sbagliato poteva essere valida prima della suddetta crisi, ma adesso il problema è più serio.

Questa sembrerebbe una frase fatta, ma in Italia sembra che siano pochi i fortunati che riescono a trovare lavoro, che sia a nero, a contratto o part-time non è importante.
Secondo i dati Istat, nel mese di Giugno 2012 sono stati censiti oltre 2.792.000 disoccupati, tralasciando coloro che sono alla ricerca della prima occupazione e considerando lavoratori invece coloro che sono in cassa integrazione.

Ma com’è possibile che nel 2012 il livello di disoccupazione sia così alto? Com’è possibile che l’italiano medio non riesca più a trovare lavoro?
Uno dei problemi maggiori in Italia è la chiusura mentale di alcuni imprenditori, che preferiscono assumere tramite raccomandazioni e conoscenze comuni, precludendo il lavoro a persone che potrebbero meritarlo. E questo purtroppo succede spesso nel settore pubblico italiano, ma succede anche nel settore privato.
Inoltre molti datori di lavoro preferiscono assumere gli extracomunitari, dato che sono più propensi ad accettare stipendi molto bassi e sopportano meglio lo sfruttamento.

A questo punto emerge che in Italia difficilmente si può trovare lavoro per meritocrazia, a meno che non si manda curriculum alle grandi aziende, italiane o multinazionali che siano.  Denunciare le assunzioni sospette non è inutile, anzi è un nostro diritto, perché il lavoro non è un privilegio per pochi. Tutti hanno il diritto di cercare e trovare lavoro, se è meritato.

 


lug 27 2012

Divertirsi al lavoro? Assolutamente sì!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Negli ultimi tempi, a furia di sentirsi dire che c’è crisi, non si trova lavoro, starsene chiusi in ufficio è alienante ecc ecc…, ci si chiede come sia possibile non stressarsi al solo pensiero di dover lavorare tante ore.
Quindi è così impensabile l’idea di divertirsi al lavoro? Perché dovrebbe esserlo? Certo che ci si può divertire al posto di lavoro! Bastano pochi accorgimenti per ridurre lo stress e dimenticarsi delle proprie preoccupazioni.

Prima di tutto, è noto che avere una pausa ogni due o tre ore di lavoro è utile per staccare la spina e allacciare rapporti

con i colleghi, scambiando idee e opinioni, ma anche parlando di affari personali. Inoltre cambiare aria, magari camminando nelle zone verdi vicino o nell’azienda serve a sentirsi più rilassati e a cercare ispirazione.
E se l’ufficio è ben arredato, la struttura dell’edificio è armonica e ispiratrice, favorisce il miglioramento dell’umore dei propri dipendenti.

Trovare nuove strategie per divertirsi al lavoro spetta però anche ai capi di azienda o a quelli della gestione delle risorse umane, che devono valorizzare i punti di ognuno dei propri dipendenti.
Lavorare con passione, sentendosi parte dell’azienda in cui si lavora, dovrebbe motivare a dare il meglio di se stessi, ma a volte non basta. Bisogna coinvolgerli con eventi organizzati per loro.
Molte aziende europee, ma anche alcune del nord Italia, organizzano tornei sportivi fra colleghi di lavoro per rafforzare i legami di amicizia e incentivarli a dare il meglio di loro.
Insomma è ancora possibile divertirsi al lavoro. Non dimenticatevelo.


lug 20 2012

Abolizione dell’articolo 18: lavoratori, prrr!

Abolizione dell’articolo 18, si prevedono tempi sempre più cupi per i dipendenti

L’abolizione dell’articolo 18, prevista di fatto dalla riformam del lavoro varata dal governo Monti, potrebbe avere effetti devastanti sulle sicurezze di molte famiglie.

Sono già cronaca licenziamenti da parte di imprese che contano già sulle mancate limitazioni delle proprie pretese rispetto ai diritti dei propri lavoratori: licenziare per le imprese sarà in sostanza indolore, ed ai lavoratori spetterà, in caso di reclamo, un eventuale minimo risarcimento di appena 5.000 euro.

Addio certezze per i lavoratori, dunque, si prospetta un futuro di precarietà anche per chi finora ha potuto contare su qualche certezza in più.

 


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