dic 18 2012

La condizione dello stage non retribuito

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Che sia per l’università, che sia per una formazione personale o che sia per fare curriculum, prima o poi tutti gli studenti si ritroveranno ad affrontare nel loro percorso formativo uno stage non retribuito, i più fortunati uno stage con un minimo di rimborso spese.

Cosa dovranno affrontare i giovani davanti ad uno stage non retribuito? I più sfortunati, purtroppo non faranno altro che portare il caffè e fare fotocopie, oppure rimanere soltanto a guardare il lavoro svolto da altri, e purtroppo almeno il 10% degli stagisti deve affrontare questa realtà. I più fortunati invece imparano le basi del loro futuro mestiere, con orari di lavoro molto duri al pari di un lavoratore stipendiato. Nella maggioranza dei casi, lo stage non retribuito  viene visto come lavoro gratuito senza una vera prospettiva di assunzione.
E secondo le statistiche rinvenute dalle interviste agli studenti, solo un ragazzo su sette viene assunto dopo uno stage non retribuito.
Uno stage su tre offre almeno un rimborso spese.

Le prospettive non sembrano allettanti, ma questa è la realtà italiana.
Nonostante le critiche fatte in precedenza al ministro del Lavoro, Elsa Fornero, alla trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”, il giorno 18 Marzo la cara Elsa ha discusso del problema dell’occupazione e dello stage non retribuito.

Lo stage può essere considerato formativo, ma alla fine del percorso di studi lo stage non è più consentito. Chi lavora deve essere pagato. Lo stage deve essere visto come tappa di apprendimento, e non come sfruttamento di personale gratuito.

Nel 2013 si parla di contratti di stage che prevedano un rimborso spese e una remunerazione di almeno 400 euro per ogni stagista. Si spera che questa notizia non si trasformi in un’altra promessa non mantenuta.

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