dic 12 2012

Ironia sul lavoro, i ragazzi preferiscono scherzarci su!

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Che ci sia la crisi, i ragazzi lo sanno fin troppo bene. Con lo spread di qua, Monti e Berlusconi di là, tagli qua e Fornero di là, i ragazzi preferiscono fare dell’ironia sul lavoro, o meglio sulla mancanza del lavoro.
Invece di piangere sulle proprie disgrazie, i gruppi di studenti e giovani su Facebook preferiscono condividere immagini divertenti nelle loro bacheche, postare foto e disegnare fumetti che fanno dell’ ironia sul lavoro.

Insomma i ragazzi si lamentano, protestano e combattono, ma preferiscono anche divertirsi ogni tanto e mostrare che non si fanno prendere dalle crisi depressive.
E lo dimostrano tutti i fotomontaggi sui politici, disegni e illustrazioni satiriche,  foto di animali teneri e coccoloni che parlano di lavoro e la crisi di Antonio Banderas, non trovando lavoro come attore, si cimenta come fornaio e pasticciere.
E se non vi bastano, ecco anche foto che coinvolgono grandi successi letterari, come questo simpatico gufo “senza lavoro” di Harry Potter, che è stato condiviso in centinaia di bacheche in pochissime ore.
Insomma ironia sul lavoro che non c’è,  perché non è vero che non ci rimane altro che piangere. Gli studenti preferiscono ridere per non essere costretti a piangere!

 


ott 15 2012

Crisi lavoro: il divario fra nord e sud Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non è piacevole a scrivere un articolo simile, ma la crisi nel mondo del lavoro si fa sentire molto più nel sud Italia piuttosto che al nord.
Al sud Italia più di 329mila giovani al di sotto dei 35 anni hanno perso il lavoro negli ultimi tre anni.
Nel 2012 oltre il 65% della popolazione del sud e delle isole non ha più un lavoro, e cercano di campare alla meglio con pensioni e lavori in nero.
Le industrie minori chiudono, le piccole aziende non riescono più a tirare avanti e la crisi del lavoro si fa sentire ogni giorno di più. La crescita produttiva del sud è ferma allo 0% da un paio di anni.

Il nord e il sud sono sempre più lontani a causa della crisi del lavoro.
Franco Tavella, segretario generale della Cgil Campania, ha dichiarato questo in un’intervista:

“La situazione in cui ci troviamo è straordinariamente singolare perché la crisi non è solo di natura economica: la non credibilità delle istituzioni con tutto quello che sta accadendo nelle Regioni, la perdita potenziale di rappresentanza dei partiti politici, il rafforzarsi dei poteri criminali, ci stanno rendendo consapevoli di questo difficile scenario. Il Comune di Napoli non ha più disponibilità economica e la Regione Campania ha un debito di 15 miliardi di euro; in Campania il livello di disoccupazione è a livello di crisi della tenuta democratica e per poter agire c’è bisogno di risorse. Per costruire una politica industriale dobbiamo costruire una politica energetica e delle infrastrutture e la Cgil deve avere un progetto organizzativo e politico da presentare e confrontare con le istituzioni”.

C’è da sperare che la crisi nel mondo del lavoro termini al più presto, altrimenti non ci sarà più da biasimare i giovani che si trasferiranno al nord Italia o addirittura all’estero per trovare un nuovo lavoro.


ott 08 2012

La rivincita del lavoro artigianale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che ci crediate o meno, il lavoro artigianale è quello più richiesto nel mercato lavorativo.
Anche se in Italia la situazione economica è piuttosto particolare, molte nazioni europee hanno incentivato le scuole dell’impiego per far entrare i giovani studenti nel mondo del lavoro artigianale.
In Germania e in Francia selezionano gli studenti fra quelli portati per lo studio, indirizzandoli nel mondo universitario, e  suggeriscono al resto in quale scuola lavorativa spingere i propri alunni. In Germania a 16 anni i ragazzi cominciano a lavorare appoggiati alla scuola, riuscendo a conciliare studio e lavoro fino al diploma. In seguito gli studenti possono scegliere se proseguire gli studi per migliorare le proprie capacità lavorative o se fermarsi.

Il lavoro artigianale in Italia è sempre stato sottovalutato, e un’organizzazione scolastica come quella tedesca possiamo soltanto sognarla. Eppure ecco che esplodono gli annunci di lavoro sul settore artigianale.
Si cercano sarti, parrucchieri, cuochi e chef, idraulici, falegnami ecc ecc, lavori che sono stati molti screditati dai giovani d’oggi, che hanno preferito ripiegare nello studio universitario. Tanti giovani però si rendono conto molto tardi che non riescono a stare al passo del ritmo universitario, e si colpevolizzano di ciò.In realtà non è colpa dei giovani, ma del sistema scolastico italiano che non vuole più spingere i giovani verso il lavoro artigianale e non ripagano chi lavora in questo settore.

Adesso c’è un cambio di svolta: molte ragazze stanno imparando a realizzare gioielli e abiti per venderli nei mercatini e nei negozi online; i nuovi artisti se ne infischiano del giudizio delle case editrici e pubblicano libri, fumetti, disegni e quadri e li fanno conoscere nella rete per poter poi farli comprare dai loro lettori in maniera diretta.
Insomma si sta tornando ad imparare un mestiere artigianale e utilizzare il web per farsi pubblicità.
Quindi se non ve la sentite di studiare all’università, iscrivetevi a scuole per imparare un lavoro artigianale.


ago 30 2012

Perché in Italia non si riesce a trovare lavoro?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La giustificazione usata del percorso di studi sbagliato poteva essere valida prima della suddetta crisi, ma adesso il problema è più serio.

Questa sembrerebbe una frase fatta, ma in Italia sembra che siano pochi i fortunati che riescono a trovare lavoro, che sia a nero, a contratto o part-time non è importante.
Secondo i dati Istat, nel mese di Giugno 2012 sono stati censiti oltre 2.792.000 disoccupati, tralasciando coloro che sono alla ricerca della prima occupazione e considerando lavoratori invece coloro che sono in cassa integrazione.

Ma com’è possibile che nel 2012 il livello di disoccupazione sia così alto? Com’è possibile che l’italiano medio non riesca più a trovare lavoro?
Uno dei problemi maggiori in Italia è la chiusura mentale di alcuni imprenditori, che preferiscono assumere tramite raccomandazioni e conoscenze comuni, precludendo il lavoro a persone che potrebbero meritarlo. E questo purtroppo succede spesso nel settore pubblico italiano, ma succede anche nel settore privato.
Inoltre molti datori di lavoro preferiscono assumere gli extracomunitari, dato che sono più propensi ad accettare stipendi molto bassi e sopportano meglio lo sfruttamento.

A questo punto emerge che in Italia difficilmente si può trovare lavoro per meritocrazia, a meno che non si manda curriculum alle grandi aziende, italiane o multinazionali che siano.  Denunciare le assunzioni sospette non è inutile, anzi è un nostro diritto, perché il lavoro non è un privilegio per pochi. Tutti hanno il diritto di cercare e trovare lavoro, se è meritato.

 


apr 06 2009

LA CRISI SI ABBATTE SUL MONDO DEL LAVORO

Nei giorni scorsi c’è stato un incontro molto approfondito sui temi del lavoro, il quale comincia a venire meno a causa della grande crisi mondiale.

Nel corso di una conferenza stampa a margine del G8 del lavoro il premier Silvio Berlusconi afferma che per tutta l’economia mondiale “le previsioni sono negative e si parla di 20 milioni di posti in meno entro il 2010”. A suo giudizio, la crisi proseguirà per almeno due anni e mezzo, ma il premier aggiunge che “gli italiani hanno di fronte uno Stato che li sosterrà”.

“I governi debbono far si’ che sia mantenuta la coesione sociale. E’ questo il fattore piu’ importante” secondo Silvio Berlusconi. Il premier, infine, ricorda quanto detto durante il congresso del Pdl e ribadisce: “Non lasceremo nessuno indietro e porteremo il Paese fuori dalla crisi”. Berlusconi ha sottolineato come lo Stato “non puo’ disinteressarsi del bene dei lavoratori.

(fonti: www.rainews24.rai.it e www.rassegna.it)