dic 27 2012

La disoccupazione aumenta, e i politici si iscrivono su Twitter

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La disoccupazione ancora non ha ottenuto un freno al Sud, nonostante le premesse che gli stagisti verranno retribuiti dall’anno prossimo.
La vacanze di natale son finite per molti italiani, per tanti altri la vacanza finirà a data da destinarsi, perché su 10 italiani che mandano curriculum per venire assunti, soltanto 2 trovano lavoro. E la maggior parte delle volte è a tempo determinato. Se qualche italiano è insoddisfatto del suo lavoro, preferisce tenersi stretto il suo contratto a tempo indeterminato pur di non rischiare di ritrovarsi a spasso.

Cosa fanno i nostri politici per combattere la disoccupazione? Si iscrivono su Twitter e si mandano auguri di natale tramite i loro costosi smartphone.
Ovviamente non c’è nulla di sbagliato nel far ciò, anzi molti politici americani scrivono su Twitter e rispondono alle email dei loro elettori. Obama è l’esempio più eclatante di quanto sia importante saper parlare ai giovani.
Ma se  Twitter diventa la notizia del giorno ai telegiornali, dimenticandosi di crisi, della disoccupazione e di tutto il resto, non possiamo far altro che inarcare le sopracciglia e mostrare il nostro disappunto, dato che nessuno sembra intenzionato a combattere contro la disoccupazione adulta e giovanile.
E se nel periodo delle vacanze si parla soltanto degli auguri di Monti su Twitter, conviene rimboccarci le maniche e cercare lavoro per conto proprio, perché “Chi fa da sè…”.


nov 13 2012

Elsa Fornero a Napoli, proteste e scontri dei precari e gli studenti

 

Il ministro Elsa Fornero si trovava ieri pomeriggio a Napoli, alla Mostra d’Oltremare di Fuorigrotta, e studenti e precari non potevano mancare. In tremila si sono riuniti per manifestare contro Elsa Fornero e far sentire la loro voce.

Precari, studenti, disoccupati, insomma tutti si sono riuniti a Piazzale Tecchio, o almeno hanno tentato di raggiungere la mostra, poiché agenti di polizia hanno sbarrato la strada, e così i giovani hanno reagito in malo modo. Lacrimogeni, bidoni della spazzatura rovesciati e incendiati, l’arresto di alcuni ragazzi, molti feriti e contusi.

Il ministro Elsa Fornero era a Napoli per la firma di un protocollo che sancirebbe l’arrivo nella regione Campania di 50 milioni di euro, necessari per garantire la copertura delle casse integrazione fino all’inizio del 2013. Inoltre il ministro doveva presentare un progetto sull’apprendistato con il Lavoro con la Germania e altri ministri tedeschi.

Che cosa avranno pensato i tedeschi di questa manifestazione finita in malo modo? Probabilmente essi avranno capito che il popolo è stanco e che ha ragione a protestare contro Elsa Fornero, ma penserà che siamo sempre estremi nelle nostre manifestazioni e non riusciamo a comportarci come persone civili.
Il popolo italiano è stanco, il sud è stracolmo di precari e disoccupati.
Non dobbiamo stupirci se i nostri giovani laureati accettano le richieste provenienti dalle industrie tedesche e decidono di essere choosy, di imparare una nuova lingua e andare via da una nazione disastrata.
La manifestazione di ieri dimostra quanto siamo stanchi di subire tutto ciò. Forse finalmente il ministro Elsa Fornero comprenderà il nostro “disagio”?


ott 11 2012

La disoccupazione femminile è allarmante al sud!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
I dati sono allarmanti al sud: il tasso della disoccupazione femminile è aumentato. Soltanto il 16% delle donne trova un lavoro al sud, un dato che non si vedeva dal 2004. Questo significa che nemmeno 2 donne su 10 riesce a trovare un lavoro.
La disoccupazione femminile colpisce soprattutto i giovani e i neolaureati, spingendo così le donne a trasferirsi in città dove ci sono più possibilità di trovare un lavoro. Al nord infatti più del 47% delle donne trova un’occupazione, rendendo evidente il divario che si è creato tra il Nord e il Sud Italia.

Probabilmente molte di queste giovani donne del sud lavorano in nero come parrucchiere, estetiste, donne delle pulizie e altri lavori umili, senza avere la giusta retribuzione e i contributi adeguati per la pensione.
Sono tantissimi gli annunci sul web dove vengono ricercate babysitter, badanti e insegnanti per ripetizioni, e sono tutti lavori non dichiarati allo stato.  La disoccupazione femminile è molto alta, ma anche il lavoro in nero purtroppo è molto diffuso.

Se queste donne potessero scegliere, preferirebbero lavorare in regola e nel campo in cui hanno studiato per tanti anni, e preferibilmente nella città dove sono nate. Purtroppo la realtà è ben diversa, e lo dimostrano i dati sulla disoccupazione femminile.


set 17 2012

Il fenomeno della disoccupazione adulta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In molti gruppi su Facebook si sta creando tensione per un fenomeno che sta aumentando in Italia, ossia sulla disoccupazione adulta e sull’incapacità di riuscire a trovare un lavoro fisso dopo averne perso uno. I dati che ci vengono illustrati da immagini virali sulla disoccupazione adulta sono tantissimi, eppure questo fenomeno sembra essere taciuto dai media.

Purtroppo sono troppe le piccole aziende che hanno dichiarato il fallimento, precisamente sono state stimate 6500 aziende che hanno chiuso nei primi 6 mesi del 2012, rimandando a casa migliaia di impiegati ed operai di tutte le età. Se chi era prossimo alla pensione si è salvato, non è stato così per tanti altri. La disoccupazione adulta ricopre una fascia d’età dai 35 ai 60 anni di età, e sono pochi a trovare lavoro poiché il mercato del lavoro in Italia è saturo, e i pochi posti disponibili sono riservati ai giovani diplomati e laureati proprio perché lontani dalla pensione.

In realtà i posti di lavoro disponibili negli ultimi tempi sono quelli dei privati, che ricercano molto i collaboratori domestici dai siti di annunci, addetti alle vendite per negozi, baristi e banconisti, ma uno dei requisiti fondamentali è anche l’esperienza in quel campo, che a volte non c’è.
La disoccupazione adulta è difficile da gestire, ma non è impossibile. Sottovalutare questo fenomeno è sbagliato, ma anche ingigantirlo e farsi abbattere dal bombardamento dei dati.
Se le aziende vi non contattano più, andate in qualche sito di annunci come Bricabrac.it e chiamate, contattate chi ha messo l’annuncio e fate sentire la vostra presenza. Basta sentirsi abbattuti!


ago 30 2012

Perché in Italia non si riesce a trovare lavoro?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La giustificazione usata del percorso di studi sbagliato poteva essere valida prima della suddetta crisi, ma adesso il problema è più serio.

Questa sembrerebbe una frase fatta, ma in Italia sembra che siano pochi i fortunati che riescono a trovare lavoro, che sia a nero, a contratto o part-time non è importante.
Secondo i dati Istat, nel mese di Giugno 2012 sono stati censiti oltre 2.792.000 disoccupati, tralasciando coloro che sono alla ricerca della prima occupazione e considerando lavoratori invece coloro che sono in cassa integrazione.

Ma com’è possibile che nel 2012 il livello di disoccupazione sia così alto? Com’è possibile che l’italiano medio non riesca più a trovare lavoro?
Uno dei problemi maggiori in Italia è la chiusura mentale di alcuni imprenditori, che preferiscono assumere tramite raccomandazioni e conoscenze comuni, precludendo il lavoro a persone che potrebbero meritarlo. E questo purtroppo succede spesso nel settore pubblico italiano, ma succede anche nel settore privato.
Inoltre molti datori di lavoro preferiscono assumere gli extracomunitari, dato che sono più propensi ad accettare stipendi molto bassi e sopportano meglio lo sfruttamento.

A questo punto emerge che in Italia difficilmente si può trovare lavoro per meritocrazia, a meno che non si manda curriculum alle grandi aziende, italiane o multinazionali che siano.  Denunciare le assunzioni sospette non è inutile, anzi è un nostro diritto, perché il lavoro non è un privilegio per pochi. Tutti hanno il diritto di cercare e trovare lavoro, se è meritato.

 


lug 30 2012

I lavoratori dell’Ilva sugli scudi

Lavoratori dell’ilva di taranto, futuro a rischio

I lavoratori dell’Ilva di Taranto dimostrano un grosso senso di responsabilità ed appartenenza e forse da soli riescono a far si che la potenziale crisi connessa al provvedimento dei giudici di fermare gli stabilimenti non si abbattesse sull’economia pugliese e italiana in tutta la sua gravità.

I lavoratori dell’Ilva, proprio loro, gli unici ad essere vessati dalla decisione, dal rischio di una chiuusra che potrebbe ridurre all’indigenza le loro famiglie, che non si sono lasciati andare a proteste fuori dalle righe ma si sono trovati a sollecitare un intervento da parte delle autorità affinchè la bonifica della zona potesse prendere avvio al più presto.


lug 06 2012

Disoccupazione giovanile, nuovi livelli record

Disoccupazione giovanile, nuovi dati allarmanti

Disoccupazione, l’Istat emette i suoi dati, e a volte tale emissione sa suscitare allarme, direttamente imputabile ad un’emergenza sociale vera e propria.

Ed è il caso della disoccupazione giovanile che qui in Italia raggiunge livelli da record, scrollando una volta di più dalle spalle dell’ italiano medio quella tanto pubblicizzata equità, agognata da alcuni come avversata paurosamente da altri.

I dati Istat, dicevamo: ecco che gli stessi evidenziano un calo della disoccupazione in termini assoluti nel mese di maggio, ma è un dato affiancato da un altro che non tranquillizza i giovani. Già, perchè la i giovani disoccupati continuano ad aumentare.

Non lavora il 36,2% degli abili di età compresa tra i 16 e i 25 anni, dato che nel solo mese di maggio è cresciuto di quasi un punto percentuale.

Il 67,2% degli uomini riesce al momento a fugare il rischi di disoccupazione, mentre il dato è nettamente inferiore per le donne, il cui tasso di occupazione si attesta attorno al 47,2%, crescendo dello 0,8% annuo.


giu 22 2012

Riforma del lavoro, percorso accelerato del ddl

Riforma del lavoro necessita di un'approvazione celere

Riforma del lavoro, percorso accelerato del ddl.

La Riforma del lavoro, per bocca del presidente del consiglio Monti, ha subito un’accelerazione del processo di verifica ed approvazione del decreto entro il 27 di Giugno affinchè il Consiglio Europeo possa prenderne atto.

Nella nota suddetta Monti rimarca come il governo tenterà di sciogliere i nodi relativi alla flessibilità, gli esodati e gli ammortizzatori sociali; e come tutte le definizioni del caso terranno conto dei consigli dei gruppi parlamentari che sostengono il governo.

E i principali rappresentanti dei partiti che apppoggiano il governo sottolineano la necessità dell’approvazione del ddl lavoro, e come la stesura definitiva del documento asseconderà gli appunti apposti da ognuno di loro sui tre principali argomenti oggetto di discussione e polemica in questi giorni.

La riforma del lavoro sarà, a detta di Monti, un’innovazione strutturale e necessaria che saprà reindirizzare al meglio il sistema occupazione nel nostro paese.

L’Italia conta di sbandierare la sua Riforma del lavoro e farne icona del nuovo corso che il governo Monti ha inteso instradare, mentre da più parti ci si affretta a declinarla come una soluzione affrettata, per usare termini tenui, se non un guazzabuglio senza capo nè coda e che no risolverà i problemi dei lavoratori italiani, per dirla secondo il modo di vedere della CGIL e della sua segretaria Camusso.

Commenti sardonici e sarcastici che provengono anche da fonti estere, come quello del Wall Street Journal,  sulle cui pagine è scritto che il nuovo ddl può avere successo ed essere funzionale a patto che “Le persone che l’imprenditore può assumere siano disabili, provenienti dalla Sardegna e con gli occhi blu”.

Molto polemico con le scelte dell’esecutivo l’ex ministro Renato Brunetta, che non esita a lanciare il proposito di creare dei comitati per il blocco della Riforma del lavoro. Secondo Brunetta il decreto non asseconda le esigenze primarie rimarcate dall’Europa di restituire certezze alle imprese e attrarre investimenti dall’estero.


giu 20 2012

Crisi del lavoro e disoccupazione tra i temi

Crisi del lavoro e disoccupazione hanno ispirato una delle tracce di quest'anno

La crisi del lavoro e la conseguente galoppante disoccupazione pregnano anche le righe delle tracce dei temi di maturità di quest’anno.

Una  frase per accendere il tutto: “Avevo vent’anni, e non permetterò a nessuno di dire che quella è stata l’età più bella della vita”, una  frase, quella di Paul Nizan, che ha ispirato frotte di artisti di ogni risma, e che ora è presa a icona stilizzata del malessere di chi vorebbe entrare nel mercato del lavoro e non riesce a farlo.

Se la propensione nichilista di Nizan è stata motivata da altre ragioni, in questo momento nichilismo fa rima con crisi, e disoccupazione, e recessione, e problemi sociali.

Sarebbe interessante leggere le considerazioni di ognuno degli studenti che hanno scelto questa traccia, ma ci fermiamo al possibile, cioè alle nostre, a noi che continuiamo a portare avanti dei propositi di risoluzione forse un po’ prosaici, ma a nostro modo di vedere essenziali.

 


giu 15 2012

Crisi del lavoro, Galli detta ricetta per rilancio produzione

Giampaolo Galli interviene sulla crisi del lavoro e il rilancio della produzione industriale

Crisi del lavoro, quadro della produzione industriale davvero desolante per Giampalo Galli, direttore generale di Confindustria.

Galli è intervenuto a Napoli al periodico incontro sul lavoro organizzato dal partito democratico, sottolineando come la necessità primaria sia quella di ripristinare un quadro di relazioni industriali adeguato al fine di recuperare il verso recessivo della produzione che dal 2008 a oggi ha detto -25%.

Relazioni e Crescita condivisa – secondo Galli – sono la ricetta per rimettere in sesto le aziende e ridurre la disoccupazione.


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