gen 02 2013

La situazione del lavoro in Italia nel 2012

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Facciamo un punto della situazione per inaugurare il nuovo anno. Il lavoro in Italia per tutto il 2012 è stato carente su alcuni settori, soprattutto al sud, e molto ricco di posti di lavoro tramite concorsi pubblici, soprattutto nel settore medico e sanitario.

Se facciamo i calcoli generalizzando su cento persone (adulti e giovani) provenienti da varie zone d’Italia, soltanto il 50% ha un’occupazione stabile e l’8% era in cerca di un lavoro. Se consideriamo tutta la popolazione italiana, ossia 61 milioni e 300mila abitanti, di cui il 65% ha l’età lavorativa, l’8% rappresenterebbe approssimativamente 3 milioni e centomila italiani che sono alla ricerca di lavoro in Italia.
E calcolare chi lavora a nero e chi si dichiara disoccupato o altre beghe illegali è quasi impossibile.

Insomma non sono numeri di poco conto. Secondo un’indagine europea, è la precarietà a causare il declino economico in Italia, dato che la maggioranza delle imprese italiane preferisce sopravvivere alla crisi ricorrendo al lavoro precario e non all’innovazione.
E il lavoro a tempo indeterminato sembra ancora un sogno lontano, ma i politici sono ottimisti, promettono sicurezza e stabilità per i giovani lavoratori.  Una garanzia ancora da accertarsi è la retribuzione degli stage, sebbene la Fornero abbia promesso che da Gennaio 2013 la situazione del lavoro in Italia cambierà per i giovani.

La nostra speranza è che le promesse non rimangano parole perse nel vuoto.


ott 08 2012

La rivincita del lavoro artigianale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Che ci crediate o meno, il lavoro artigianale è quello più richiesto nel mercato lavorativo.
Anche se in Italia la situazione economica è piuttosto particolare, molte nazioni europee hanno incentivato le scuole dell’impiego per far entrare i giovani studenti nel mondo del lavoro artigianale.
In Germania e in Francia selezionano gli studenti fra quelli portati per lo studio, indirizzandoli nel mondo universitario, e  suggeriscono al resto in quale scuola lavorativa spingere i propri alunni. In Germania a 16 anni i ragazzi cominciano a lavorare appoggiati alla scuola, riuscendo a conciliare studio e lavoro fino al diploma. In seguito gli studenti possono scegliere se proseguire gli studi per migliorare le proprie capacità lavorative o se fermarsi.

Il lavoro artigianale in Italia è sempre stato sottovalutato, e un’organizzazione scolastica come quella tedesca possiamo soltanto sognarla. Eppure ecco che esplodono gli annunci di lavoro sul settore artigianale.
Si cercano sarti, parrucchieri, cuochi e chef, idraulici, falegnami ecc ecc, lavori che sono stati molti screditati dai giovani d’oggi, che hanno preferito ripiegare nello studio universitario. Tanti giovani però si rendono conto molto tardi che non riescono a stare al passo del ritmo universitario, e si colpevolizzano di ciò.In realtà non è colpa dei giovani, ma del sistema scolastico italiano che non vuole più spingere i giovani verso il lavoro artigianale e non ripagano chi lavora in questo settore.

Adesso c’è un cambio di svolta: molte ragazze stanno imparando a realizzare gioielli e abiti per venderli nei mercatini e nei negozi online; i nuovi artisti se ne infischiano del giudizio delle case editrici e pubblicano libri, fumetti, disegni e quadri e li fanno conoscere nella rete per poter poi farli comprare dai loro lettori in maniera diretta.
Insomma si sta tornando ad imparare un mestiere artigianale e utilizzare il web per farsi pubblicità.
Quindi se non ve la sentite di studiare all’università, iscrivetevi a scuole per imparare un lavoro artigianale.


ago 05 2012

Lavoro estivo per i giovani: conviene cercarne uno?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una delle domande che tutti si pongono in questo momento di crisi è questa: conviene cercare un lavoro estivo? Molti studenti e giovani cercano di inserirsi nel mondo del lavoro con poco successo, allora preferiscono buttarsi nei lavori part time o full time estivi per guadagnare qualche spicciolo.

Le maggiori offerte di lavoro estivo sono riguardanti il settore turistico, presso impianti di balneazione, alberghieri e nei

luoghi di campeggio. Uno dei vantaggi è che molte società cercano personale anche in pieno periodo estivo, come animatori, trainer, baristi e bagnini, ma con l’unica clausola che debbono essere assunti con il contratto full time.
Altri lavori possono essere ricercati nelle Università del sud, anche se molte opportunità sono riversate agli studenti universitari oppure possono essere stage non retribuiti.

A questo punto potremmo azzardarci a dire che cercare un lavoro estivo conviene se si è interessati a fare carriera nel settore turistico, come lavorare in aziende come MSC o in grandi catene alberghiere italiane come Alpitour, oppure
buttarsi in lavori part time per guadagnare qualche soldo.


nov 20 2009

Indagine: si preferiscono posti di lavoro senza tuta blu

Secondo un’indagine del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro i giovani preferiscono posti di lavoro da commesso, telefonista in call center,  falegname, impiegato esecutivo, ma non da operaio, sono disposti a posti di lavoro più precari e più alienanti pur di non indossare la tuta blu, tipica di chi lavora in fabbrica. Dall’indagine emerge che tra i posti di lavoro che il giovane esclude immediatamente  c’è il muratore, che rappresenta in sé la fatica, il pericolo e anche la precarietà, a seguire l’operatore ecologico, il militare, l’operatore di fast food, i parrucchieri e gli estetisti.
E’ considerato indesiderabile fare l’insegnante e il professore per il 15% degli intervistati non laureati. Fare l’operaio viene considerato l’impiego meno qualificato che esista, accettabile solo perché garantisce uno stipendio sicuro, considerandolo statico, adatto per chi non ha scelte. Inoltre, dall’indagine, emerge che i giovani intervistati non hanno una chiara percezione del ruolo nell’industria manifatturiera, infatti è completamente rimossa dalla mente, diventando un luogo per gli stranieri, invece immaginano il loro futuro in ufficio, vicino casa, con orari comodi che consentono di fare altro e di uscire la sera.

(Fonte: www.tiscali.it)


nov 06 2009

Lavoro: diminuzione del salario reale a Napoli

L’organizzazione internazionale del lavoro, sostiene che il salario reale continuerà a ridursi nel corso dell’anno, nonostante i segnali di ripresa dell’economia a livello internazionale. Infatti il salario mensile si è ridotto nel primo trimestre del 2009 rispetto al 2008, questo il più delle volte è causato dalla diminuzione delle ore di lavoro. Però, non bisogna dimenticare  situazioni come quelle del  Mezzogiorno, in particolare di  Napoli  in cui la  precarietà dei lavoratori si slega dalla crisi economica e che la crisi non fa che aggravare  la situazione, causando disagio sociale ed economico. I lavoratori di Napoli,  con l’indagine dell’organizzazione internazionale del lavoro,  non fanno che avere una conferma della difficoltà che stanno vivendo, chi è fortunato e ha un posto di lavoro  comunque percepisce poco e stenta ad arrivare a fine mese. Infatti, nei paesi la crescita del salario reale medio si è ridotta dal 4,3% del 2007 all’1,4% nel 2008, quindi Napoli, nonostante la ripresa economica in corso,non può aspettarsi che in breve  tempo possa risanare la sua situazione.
(Fonte:www.repubblica.it)