gen 02 2013

La situazione del lavoro in Italia nel 2012

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Facciamo un punto della situazione per inaugurare il nuovo anno. Il lavoro in Italia per tutto il 2012 è stato carente su alcuni settori, soprattutto al sud, e molto ricco di posti di lavoro tramite concorsi pubblici, soprattutto nel settore medico e sanitario.

Se facciamo i calcoli generalizzando su cento persone (adulti e giovani) provenienti da varie zone d’Italia, soltanto il 50% ha un’occupazione stabile e l’8% era in cerca di un lavoro. Se consideriamo tutta la popolazione italiana, ossia 61 milioni e 300mila abitanti, di cui il 65% ha l’età lavorativa, l’8% rappresenterebbe approssimativamente 3 milioni e centomila italiani che sono alla ricerca di lavoro in Italia.
E calcolare chi lavora a nero e chi si dichiara disoccupato o altre beghe illegali è quasi impossibile.

Insomma non sono numeri di poco conto. Secondo un’indagine europea, è la precarietà a causare il declino economico in Italia, dato che la maggioranza delle imprese italiane preferisce sopravvivere alla crisi ricorrendo al lavoro precario e non all’innovazione.
E il lavoro a tempo indeterminato sembra ancora un sogno lontano, ma i politici sono ottimisti, promettono sicurezza e stabilità per i giovani lavoratori.  Una garanzia ancora da accertarsi è la retribuzione degli stage, sebbene la Fornero abbia promesso che da Gennaio 2013 la situazione del lavoro in Italia cambierà per i giovani.

La nostra speranza è che le promesse non rimangano parole perse nel vuoto.


nov 13 2012

Elsa Fornero a Napoli, proteste e scontri dei precari e gli studenti

 

Il ministro Elsa Fornero si trovava ieri pomeriggio a Napoli, alla Mostra d’Oltremare di Fuorigrotta, e studenti e precari non potevano mancare. In tremila si sono riuniti per manifestare contro Elsa Fornero e far sentire la loro voce.

Precari, studenti, disoccupati, insomma tutti si sono riuniti a Piazzale Tecchio, o almeno hanno tentato di raggiungere la mostra, poiché agenti di polizia hanno sbarrato la strada, e così i giovani hanno reagito in malo modo. Lacrimogeni, bidoni della spazzatura rovesciati e incendiati, l’arresto di alcuni ragazzi, molti feriti e contusi.

Il ministro Elsa Fornero era a Napoli per la firma di un protocollo che sancirebbe l’arrivo nella regione Campania di 50 milioni di euro, necessari per garantire la copertura delle casse integrazione fino all’inizio del 2013. Inoltre il ministro doveva presentare un progetto sull’apprendistato con il Lavoro con la Germania e altri ministri tedeschi.

Che cosa avranno pensato i tedeschi di questa manifestazione finita in malo modo? Probabilmente essi avranno capito che il popolo è stanco e che ha ragione a protestare contro Elsa Fornero, ma penserà che siamo sempre estremi nelle nostre manifestazioni e non riusciamo a comportarci come persone civili.
Il popolo italiano è stanco, il sud è stracolmo di precari e disoccupati.
Non dobbiamo stupirci se i nostri giovani laureati accettano le richieste provenienti dalle industrie tedesche e decidono di essere choosy, di imparare una nuova lingua e andare via da una nazione disastrata.
La manifestazione di ieri dimostra quanto siamo stanchi di subire tutto ciò. Forse finalmente il ministro Elsa Fornero comprenderà il nostro “disagio”?


mag 23 2012

Precari e con salari bloccati da vent’anni, ecco i lavoratori italiani

Un popolo di precari e con salari bloccati a vent'anni fa, ecco i lavoratori italiani

Un popolo di precari e salari fermi a vent’anni fa: è questo il quadro dell’Italia che emerge dall’ultimo rapporto istat.

La forbice tra salari ufficiali e salari reali  è dunque nettissima, e testimonia al meglio del peggioramento del tenore di vita degli italiani negli ultimi vent’anni.

E i dati più scoraggianti sono al solito quelli che riguardano il sud italia, dove ci sono 2,1 milioni di giovani tra i 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano, cumulandosi al numero di inattivi (circa 1,8 milioni) che hanno rinunciato a cercare un lavoro non contando sulla possibilità di trovarne uno.

I contratti atipici incidono poi sempre di più, ai livelli massimi da vent’anni a questa parte, con una percentuale pari al 13,4% del totale. Inoltre una percentuale pari a più del 30% dei precari rimane tale anche dopo dieci anni dal primo contratto atipico.

Si stabilizza in genere, come si legge dai dati, chi appartiene a classi lavorative più elevate, mentre chi comincia come operaio precario ha grosse probabilità di rimanere sempre tale.

Praticamente assenti anche le politiche aziendale rivolte a facilitare la maternità delle donne lavoratrici: un quarto delle mamme, a due anni dalla nascita del bambino, è senza lavoro e trova estreme difficoltà a conciliare un lavoro col proprio ruolo di madre.